I bambini sfidano la nostra autorità i nostri limiti o testano le variabili dell’ambiente?

I bambini sfidano la nostra autorità i nostri limiti o testano le variabili dell’ambiente?
 
Proviamo a fermarci e vedere i comportamenti dei più piccoli secondo un modello differente.
Fare concretamente delle nuove esperienze permette di stabilire connessioni neurali prima inesistenti o “assopite”. Quando un bambino nasce, cresce e apprende lo fa sperimentando l’ambiente circostante, come uno scienziato in laboratorio. Ha una sua teoria, prova a verificarla, ne modifica poi le variabili e infine tra le conclusioni, qual’ora le variabili modificassero le risposte, riformula la teoria con le novità assunte. Non è forse la base del pensiero scientifico questo? Tra l’altro nella sua forma più pura e priva di interessi se non scoprire quello che ci circonda. Ed ecco così che lui prova a vedere cosa succede se rovescia l’acqua dal bicchiere, che prova il suono della posata che cade da tavola, che sente il rumore del gioco lanciato. Una volta formulata la teoria (se cade il bicchiere l’acqua esce), vuole verificare che sia vero e non un caso. Passa poi allo studio delle variabili. Tanta acqua, poca acqua, come cade, si può disegnare, si può rimettere nel bicchiere, torna pieno.. e la mamma… la mamma come reagisce? magari se ne esce poca non dice nulla, ma se ne esce tanta? e se cade dal tavolo. Chissà se domani rimane tutto uguale… Oggi c’è il sole, influenzerà il mio esperimento? e la pioggia? Infine le conclusioni… verso i 4/5 anni al bambino è chiaro che se rovescia l’acqua dal bicchiere, inevitabilmente questa esca, i suoi obbiettivi cambiano, ma non la modalità.
I processi di apprendimento sono lunghi, entusiasmanti e faticosi, al bambino servono modi, tempi e spazi idonei per sperimentare. Attraverso l’esperienza il bambino crea delle connessioni neurali a cui attingere in caso di bisogno, più esperienze e variabili mette in gioco, maggiori saranno le connessioni neurali che lui attiva. Maggiori connessioni creiamo da bambini, un momento in cui il nostro cervello è più plastico, maggiori sono le connessioni che rimarranno da adulti. Cosa vuol dire? Che se noi diamo la possibilità ad un bambino di fare esperienza ora, da adulto riuscirà a trovare maggiori soluzioni ad un problema, sarà maggiore la sua componente creativa, la sua autostima sarà migliore (direttamente correlata ad un minor indice di depressione!).
Dare le basi ora ad un bambino, significa aiutarlo ad essere un adulto felice.
Il lavoro è indubbiamente faticoso per noi genitori ed educatori, per noi come società che dobbiamo permettere ai nostri bambini di sperimentare e fare esperienza. Ma questo permette a loro di essere degli adulti responsabili e felici.
 
Tornando alla prima domanda quindi, i bambini sfidano la nostra autorità i nostri limiti o testano le variabili dell’ambiente? Io direi che, soprattutto nell’ infanzia, in particolar modo nei primi anni, i bambini scoprono il mondo. Proviamo a chiedere a un trenne sinceramente (quindi un bimbo ancora piccolo ma che riesce a parlare e a esprimersi) cosa sta facendo… Non credo che la risposta sia sto ripetendo all’infinito una cosa solo per farti arrabbiare. E se lo fa, se vi risponde così, fermatevi e chiediamogli/chiediamoci il perché.

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