8 minuti per ritrovarsi

8 minuti per ritrovarsi

Qualche giorno fa io ho fatto una piccola fuga per ricaricarmi e fare qualcosa “per me”. Obiettivamente non è così facile farlo spesso e se ci si pensa, neppure molto comodo. Grazie ad un’amica ho partecipato ad un meraviglioso corso di Mindfulness dedicato ai più piccoli di Elsa Chiesa e Alice Baroni, tra quello che mi aveva colpito di più è l’aiuto a ricaricarsi che può dare la concentrazione sul respiro pensando a me mamma che spesso dico “non ho tempo”. Effettivamente la pratica di concentrarsi sul respiro non è facile, i primi giorni (…settimane) tendevo ad appisolarmi. Pian piano che si prende consapevolezza del proprio respiro la pratica va migliorando. Io ne parlerò oggi per i “grandi” ma se volete saperne di più su Mindfulness per genitori e bimbi vi invito a seguire sia il gruppo facebook che il blog Bubuset ricco di spunti e stimoli interessanti!

Oramai che a me piaccia la “scienza” o meglio la neuroscienza è piuttosto chiaro, per cui spesso quando incontro delle pratiche fuori dallo standard comune mi fermo e mi domando se c’è una correlazione scientifica. Partiamo dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA)che si divide in Sistema nervoso Simpatico (SNS) e il Sistema Nervoso Parasimpatico (SNP), il SNA è la parte di sistema nervoso che si occupa delle azioni involontarie del nostro corpo, quello che ci fa respirare e far battere il cuore. SNS e SNP si attivano in situazioni differenti, il SN Parasimpatico è attivo nei momenti di tranquillità e rilassamento, in cui il corpo si riposa e si occupa della crescita, rilassamento e ristrutturazione delle cellule, è associato alle emozioni di gioia e serenità. Il SN Simpatico è attivo in situazioni di stress fisico e psichico, regola le risposte di sopravvivenza di attacco o fuga. Potete immaginare quale ormone sercerne? Il nostro (non) amico cortisolo -insieme ad adrenalina, noradrenalina – l’ ormone dello stress. Quindi quando troviamo attivo il SNS? Non solo nei momenti di pericolo o stress ma anche di semplice fatica e stanchezza. Con questo presente arriviamo al respiro.

L’azione del respiro ha la capacità di attivare entrambi i SN in maniera alternata secondo la fase del respiro quando inspiriamo energizziamo il SNS e quando espiriamo attiviamo il SNP. Anche la velocità del respiro influenza l’ attivazione del SNP/SNS, un respiro lento, calmo attiverà il SNP, mentre una respirazione breve, frequente il SNS.

Attraverso 175 neurorecettori nel SNA il nostro SN riesce a capire “come” stiamo respirando e agire di conseguenza. Questo gruppo di neuroni è nel (locus coerulus) che si occupa di attivare tutto il cervello; nel caso di un’accelerazione del respiro i neuroni attiveranno maggiormente il SN, se invece il mio respiro è lento e profondo, i neuroni “guardia” manterranno una soglia di attivazione del SN più bassa.

Aggiungiamo poi i passaggi della pratica mindfulness, con la Meditazione sulla consapevolezza del respiro (Qui un esempio di Valentina Giordano) che permettono di migliorare la propria interocezione, cioè la percezione interna, il senso di sè corporeo. Ascoltarsi, capire i propri bisogni aiuta a regolare il proprio equilibrio emotivo e a capire quali azioni intraprendere per se stessi. Un esercizio utile per riallinearci e trovare la direzioni nei momenti di stanchezza con i propri bimbi.

L’esercizio proposto è per i genitori, ma a breve anche uno per i più piccoli!

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